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  • Angela

Domande di una guida immobile

2020, anche se simbolicamente è una cifra che in tutti quanti, credo, evochi qualche emozione. Ha un che di futuristico, ripensi a quando eri bambina ed il 2020 era la data di odissea nello spazio. Invece è il presente, e che presente.



Guida escursionistica Pisa


Avevo molte aspettative per questo anno, doveva essere l'anno del cambiamento per me. Come sono convinta possa essere stato l’anno di cambiamento per molte altre persone e certamente qualche cambiamento c’è stato, ma non quello che volevamo.

Pandemia, una parola che conoscevamo ma forse priva di significato, significato che ora invece sappiamo incarnare l’essere costretti a casa, il non avere contatti sociali, niente lavoro e soprattutto niente escursioni sui monti pisani.

Di questi tempi, a cose normali, sarei andata a comprare delle peonie o delle primule da piantare in giardino.


Andare all'agraria: prendere il tuo migliore amico a quattro zampe e fare quei pochi passi attraverso i verdi campi sotto casa per raggiungere Pietro.

Pietro è il fioraio qui vicino, gli chiedo sempre un sacco di consigli, e puntualmente con una facilità disarmante e al contempo rassicurante, sa darmi ottimi suggerimenti per trasformare il mio piccolo grazioso giardino in un angolo di natura perfetta.

Andare all'agraria è una cosa tanto semplice e frivola, che ci vuole? Chi può impedirmelo? Una pandemia può farlo, lei può impedirmelo.

Stare sola mi è sempre piaciuto, la solitudine ci permette di stimolare la nostra mente, capire la nostra personalità e, perché no, di fantasticare. Non potete immaginare quanti film mi sono vista nella mia testolina, alcuni tanto divertenti da strapparti una risata, altri tanto tristi da provocarmi un pianto incontrollabile. Ma ora è diverso. Questo isolamento obbligato ha attivato involontariamente dei saltellanti pensieri tali da guidarmi a un inaspettato resoconto sulla mia vita, sulla mia persona, sulle mie passioni. E' come se avessi chiuso un ciclo, mi sento come se avessi capito chi sono e cosa voglio fare.

Quando eravate bambini, non vi siete mai fatti delle domande curiose tipo “di cosa sono fatte le montagne?” oppure “come fanno le nuvole ad essere così leggere?” o ancora “ma questa terra qui chi ce l'ha messa?” e infine “ma il sole come fa a fare tutta quella luce?”

Io queste strane domande (che poi tanto strane non sono se in realtà se le pone un bambino) me le facevo dalla mattina alla sera.




Le montagne?

Sapete secondo me di cosa erano fatte le montagne? Secondo la mia mente di bambina le montagne erano piene di neve, e gli alberi la proteggevano.

Le nuvole?

Quando ero piccola mi sdraiavo sul prato davanti casa, e guardavo in alto: i grandi occhi di quella bambina vedevano un immenso telo azzurro cosparso di irregolari e camminanti macchie bianche, quelle grandi macchie per me erano fatte di semi di pioppo, quelle capsule pelose volanti che si vedono in primavera. Oggi so che quella capsula si chiama pappo.