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Viaggio nell'Arcipelago: Gorgona e le sue rocce.

“Escursioni di una naturalista in Toscana”

di Silvia Sorbi



In questa rubrica, inaugurata il 12 febbraio scorso in occasione del Darwin Day, cercheremo di approcciarci alle nostre escursioni e ai nostri trekking toscani, con la stessa curiosità e lo stesso entusiasmo che Darwin manifestò in ogni sua esplorazione, ereditando il suo sguardo da naturalista!


“Questo arcipelago consiste in dieci isole principali, cinque delle quali superano le altre in estensione. Sono situate sotto l’equatore cinque o seicento miglia a occidente della costa americana. Sono tutte costituite da rocce vulcaniche; i pochi frammenti di granito, curiosamente, vetrificati e alternati dal calore, vanno considerati soltanto un’eccezione…”



Isole Galápagos da Google maps.


Con queste parole il giovane Charles Darwin, in viaggio intorno al mondo sul brigantino Beagle, iniziò a descrivere l’arcipelago delle Isole Galápagos. Fu proprio su queste isole che la sua teoria sull’evoluzione per selezione naturale prese forma, in particolare osservando e confrontando le varie specie di fringuelli.

Ma prima di ogni altra osservazione, Darwin inizia sempre con l’aspetto geologico; lo stesso faremo noi con il nostro arcipelago toscano.


Questo arcipelago, interamente facente parte del Parco Nazionale Arcipelago Toscano istituito nel 1996, consiste in sette isole principali, tre isole minori e alcune secche e scogli affioranti; si trova tra la Toscana e la Corsica ed è bagnato dal Mar Ligure a nord e dal Mar Tirreno a sud. Queste isole sono costituite da rocce magmatiche, metamorfiche e sedimentarie e hanno una geologia piuttosto complessa, strettamente legata a quella della Toscana continentale e forse anche a quella della Corsica!


Arcipelago toscano da Wikipedia


In particolare, noi ci occuperemo della geologia dell’isola di Gorgona alla quale dedichiamo ben 10 escursioni ogni anno: https://www.azimut-treks.it/escursioni-a-gorgona


LA GORGONA È TOSCANA?

Situata a 33 km dalla costa toscana e a 65 km da quella corsa, Gorgona è l’isola più settentrionale dell’arcipelago toscano… ma ci sono alcuni dubbi sulla sua toscanità…

Praticamente è un pezzo di fondale dell’Oceano Ligure-Piemontese, di cui vi abbiamo già parlato nella prima puntata (12 febbraio), che sembra essere stato masticato e risputato da un gigante!

Ma non è chiaro se questo pezzo sia legato alla catena alpina corsa o al sistema appenninico toscano.


La parte nordorientale dell’isola è costituita da rocce di origine magmatica che raccontano proprio la trasformazione del MARE in OCEANO, avvenuta tra 170 e 150 milioni di anni fa, e possiamo iniziare ad ammirarle già dal traghetto, in quanto affiorano tra Gorgona Scalo e Cala Maestra.



Cala Maestra - foto di Azimut Treks


Un OCEANO si forma quando i margini continentali in allontanamento si “strappano” e fuoriesce magma proveniente dalle profondità del mantello, sotto forma di lava basaltica: inizia così a formarsi una crosta oceanica e dunque un OCEANO vero e proprio. Questo è ciò che è accaduto anche all’Oceano Ligure-Piemontese e ce lo testimoniano rocce scure con varie tonalità di verde dette rocce ofiolitiche, il cui termine deriva dal greco òphis (serpente) e lithòs (pietra), in quanto i loro colori ricordano la pelle dei serpenti.

Tra queste rocce vi è la serpentinite, usata anche come materiale di pregio: ne è un esempio il cosiddetto Verde di Prato cavato soprattutto nei dintorni di Figline e usato per comporre le parti scure nelle caratteristiche alternanze bianco-nero delle chiese romaniche toscane; ma questa è un’altra storia di cui vi riparleremo durante i nostri trekking urbani.

Il resto dell’isola è costituito da rocce di origine sedimentaria che si sono formate sopra questa crosta oceanica, tra 150 e 70 milioni di anni fa, per accumulo di sedimenti fini provenienti dal continente e di resti di gusci e scheletri di organismi marini.


Tutte queste rocce sono state sottoposte a pressioni e temperature talmente alte da cambiarne la loro struttura e oggi sono quindi rocce metamorfiche, per questo si parla di Unità metaofiolitiche per le rocce di origine magmatica e Unità metasedimentarie per le rocce di origine sedimentaria (il prefisso meta- indica una roccia metamorfica). 

Il metamorfismo delle rocce della Gorgona sembra essere avvenuto durante 3 eventi principali: 

Il primo evento risale a circa 35 milioni di anni fa ed è collegato alla collisione tra placca euroasiatica a nord e placca africana a sud (in particolare la sua microplacca Adria). Durante tale collisione, l’Oceano Ligure-Piemontese si trovò praticamente tra l’incudine e il martello (o meglio il mantello) e andò in subduzione, cioè andò in profondità verso il mantello, fino a circa 30 km dove avvenne il metamorfismo.

Il secondo evento metamorfico risale a circa 25 – 20 milioni di anni fa quando, con la formazione di pieghe nella catena montuosa in emersione, questa e altre porzioni di crosta oceanica ritornarono verso la superficie.

Il terzo evento metamorfico avvenne tra 20 e 7 milioni di anni fa durante il sollevamento della catena e riguardò solo deformazioni minori.



Mappa del Mediterraneo con le catene montuose emerse durante l’Orogenesi Alpina indicate con le linee tratteggiate gialle e con l’isola di Gorgona indicata con una stella rossa.


La posizione geografica e le date degli eventi metamorfici corrispondono a quelli del complesso appenninico (a destra della stella rossa nella mappa), MA il tipo di rocce e l’orientamento delle pieghe da nordest a sudovest corrispondono a quelli delle alpi corse (a sinistra della stella rossa nella mappa).

Il dibattito è ancora aperto, per saperne di più seguiamo il webinar dei geologi dell’Università di Pisa: 




Nella prossima puntata continueremo a parlare delle ricchezze naturalistiche della Gorgona, ma daremo “uno sguardo botanico”!

Continuate a seguirci.


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