Il Capodoglio nel Santuario Pelagos
“Escursioni di una naturalista in Toscana”
di Silvia Sorbi
In questa rubrica, inaugurata il 12 febbraio scorso in occasione del Darwin Day, cercheremo di approcciarci alle nostre escursioni e ai nostri trekking toscani, con la stessa curiosità e lo stesso entusiasmo che Darwin manifestò in ogni sua esplorazione, ereditando il suo sguardo da naturalista.
“Un giorno, al largo della costa orientale della Terra del Fuoco, vedemmo lo spettacolo grandioso di parecchi capidogli che saltavano quasi fuori dell’acqua, ad eccezione delle loro pinne caudali. Quando ricadevano su un fianco, sollevavano grandi spruzzi e il rumore era come quello di un lontano cannoneggiamento.”
Così il giovane Darwin descrisse questi grandi cetacei avvistati durante il suo viaggio intorno al mondo a bordo del brigantino Beagle.
Molto probabilmente ognuno di noi, appena sale su un’imbarcazione anche per brevi viaggi, come quelli che ci conducono alle isole di Gorgona e di Pianosa, mete di molte nostre escursioni (https://www.azimut-treks.it/visitare-pianosa), spera di avvistare un cetaceo, un capodoglio forse no, ma almeno un delfino, o più probabilmente una stenella.
Il desiderio non è poi così irrealizzabile, dato che il nostro Arcipelago Toscano è compreso all’interno del santuario Pelagos di cui vi abbiamo già parlato nella precedente puntata.

Estensione del Santuario Pelagos
I mammiferi marini presenti e protetti all’interno del Santuario sono la foca monaca (Monachus monachus (Hermann, 1779), protagonista della precedente puntata, e 8 specie di cetacei, tra cui proprio il capodoglio (Physeter macrocephalus (Linnaeus, 1758))
Il re dei mari, reso epico dalla penna di Herman Melville in “Moby Dick”, è la specie più grande di odontocete (cetacei con i denti) con i maschi che possono raggiungere i 18 m di lunghezza e le 18 tonnellate di peso.
È un animale dalle caratteristiche straordinarie, riesce a immergersi fino a oltre 2.000 m di profondità stando in apnea per più di un’ora, tutto questo per cacciare soprattutto i calamari giganti.
Ma non usa i denti per mangiare, ha denti solo sulla mandibola, piuttosto piccoli, arrotondati e privi di smalto, quindi si consumano facilmente. Sono considerati organi vestigiali, cioè il residuo di una dentatura da carnivoro acquatico ridotta nel corso dell’evoluzione. I suoi parenti fossili, ritenuti cacciatori di prede in superficie, hanno una dentatura ben sviluppata composta da grossi denti conici, analoga a quella delle attuali orche.

Cranio vero di capodoglio (bianco) a confronto con calco di cranio fossile di un suo parente estinto.
Probabilmente il capodoglio è riuscito a sopravvivere alla competizione con altri cetacei di superficie adattandosi a una nuova nicchia trofica a grandi profondità: laggiù afferra calamari giganti e li inghiottono per suzione.
Il suo nome significa “testa d’olio” in riferimento al fatto che contiene una massa formata da una sostanza oleosa, detta spermaceti (perché quando fu scoperta su erroneamente ritenuta lo sperma dell’animale) che pare serva per aiutarlo a sopportare l’aumento di pressione durante le immersioni: andando in profondità la temperatura diminuisce e lo spermaceti si solidifica, in modo analogo all’olio contenuto nel barattolo di sottoli lasciato in frigo, diventando un cuscinetto ammortizzatore che attutisce il peso della colonna d’acqua sovrastante; quando l’animale torna in superficie, in acque più calde, lo spermaceti torna allo stato liquido.
Lo spermaceti è più grande nei maschi che nelle femmine e sembra servire anche ad attutire i colpi che i maschi si danno durante i combattimenti per la conquista delle femmine; questo loro comportamento spiegherebbe anche gli attacchi alle imbarcazioni documentati in passato e ai quali Melville si ispirò per creare Moby Dick.
Il capodoglio, all’interno del capo, oltre alla spermaceti, possiede, come tutti i cetacei odontoceti, il melone cefalico, un’altra massa dalla consistenza oleosa che serve per direzionare gli ultrasuoni che emettono per orientarsi attraverso l’ecolocalizzazione.
Ma che cos’è esattamente l’ecolocalizzazione?

Schema del cranio di un cetaceo odontocete.
L’eco è il fenomeno grazie al quale risentiamo, dopo un pochino di tempo, i suoni che abbiamo emesso. I suoni si propagano sotto forma di onde sonore, quando queste onde trovano un ostacolo in parte vengono assorbite e in parte “rimbalzano” e tornano indietro. Se entriamo al buio in una stanza ed emettiamo dei suoni, riusciamo a capire, a seconda di com’è l’eco, se lo spazio è pieno o vuoto. Ecco, gli odontoceti hanno perfezionato tale capacità: producono ultrasuoni usando le labbra foniche poste dentro la narice, usano il melone cefalico per direzionarli e poi ricevono i suoni di ritorno, dopo che l’onda sonora ha incontrato un ostacolo (che potrebbe essere anche una preda) e, in base a quanti suoni ritornano e al tempo impiegato, riescono a ottenere una mappa spaziale e a orientarsi in assenza di luce.
NB anche i pipistrelli usano questa capacità per cacciare di notte.
Nel Santuario i maschi vengono avvistati generalmente da soli, mentre le femmine e i cuccioli si trovano solo raramente. Il capodoglio è facilmente riconoscibile anche per il caratteristico getto di acqua obliquo che emana dalle narici asimmetriche.
Vedere i cetacei in natura è davvero difficile, vi consigliamo quindi di andare ad ammirare i loro scheletri e le loro ricostruzioni nella splendida Galleria dei Cetacei del Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa (Calci – PI).

Scheletro di capodoglio femmina esposto al Museo di Storia Naturale dell’Università di Pisa.
Osservando gli scheletri potrete confrontare le loro ossa con le vostre (siamo pur sempre tutti mammiferi!) e scoprire come le loro braccia si siano modificate in pinne e come le loro gambe siano quasi del tutto scomparse, restano soltanto i cosiddetti rudimenti pelvici, piccole ossa vestigiali che non sporgono dal corpo.
L’estate sta finendo, come cantavano i Righeira, salutiamo il mare e rientriamo sulla terraferma, nella prossima puntata vi parleremo di alberi.
Continuate a seguirci.


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