Due orchidee...strambe!
- Silvia Sorbi
- 8 mag
- Tempo di lettura: 3 min
Nella scorsa puntata (13 aprile) abbiamo iniziato a conoscere le ORCHIDEE e continueremo anche in questa puntata, nella speranza di vederne tante durante le nostre escursioni primaverili: https://www.azimut-treks.it/calendario-escursioni
Oggi vi presenteremo due orchidee STRAMBE che vivono anche in Toscana!
Le orchidee producono tantissimi semi di piccole dimensioni, quasi privi di risorse nutritive; di conseguenza, per germinare, hanno bisogno di un apporto nutritivo dall’esterno ed è per questo che hanno sviluppato una simbiosi con microscopici funghi endoparassiti del genere Rhizoctonia. Alcune specie non interrompono mai questa simbiosi e restano legate per tutta la loro vita ai funghi, modificando così il loro stile di vita e anche il loro aspetto… risultando ai nostri occhi piuttosto… strambe!
La prima è il fior di legna (Limodorum abortivum (L.) Sw. 1799), abbastanza comune nelle zone ombrose degli ambienti di macchia su terreno calcareo. L'inquietante epiteto "abortivum" molto probabilmente è stato attribuito alla specie in riferimento a un suo particolare comportamento: la CLEISTOGAMIA*. Questa orchidea, infatti, pur producendo nettare per attirare gli insetti, spesso preferisce fare da sola, riproducendosi all’interno di uno stesso fiore, senza neanche aprirlo (autofecondazione), che quindi è come se fosse abortito.
Il nome comune fior di legna, invece, è dovuto al suo portamento particolare, una specie di stecco violaceo. Il colore è dovuto anche alla bassa concentrazione di clorofilla nelle sue cellule. La sua capacità fotosintetica è così bassa che non riesce a soddisfare il suo fabbisogno energetico, quindi compensa assorbendo le sostanze nutritive di cui ha bisogno dal fungo con il quale è in simbiosi fin dalla nascita.

L’orchidea fior di legna.
*La CLEISTOGAMIA è una forma di riproduzione per autoimpollinazione che si verifica senza che avvenga l'apertura dei fiori. Il termine, coniato da Kuhn nel 1867, deriva dal greco kleistós = chiuso e gámos = matrimonio. La CLEISTOGAMIA può essere facoltativa od obbligata. Nel primo caso, la stessa specie può presentare sia fiori cleistogami sia fiori normali, cioè con il tipico meccanismo di impollinazione incrociata. Le specie cleistogame obbligate invece si riproducono esclusivamente per autofecondazione. Secondo una recente revisione, la cleistogamia è presente in ben 693 specie di piante tra cui: Poaceae (riso e frumento), alcune specie di Orchideaceae (generi Epipactis, Limodorum, Serapias, Traunsteinera…), Violaceae (genere Viola), Primulaceae (genere Hottonia) e alcune piante carnivore (generi Utricularia e Drosera).
La seconda è il nido d’uccello (Neottia nidus-avis (L.) Rich.). Il suo nome fa riferimento alla forma dell’apparato sotterraneo (rizoma) che è diviso in fibre contorte, carnose, irregolarmente intrecciate con getti laterali che ricordano un nido d’uccello. (Neottia è un termine greco che significa nido e Nidus-avis è un termine latino che significa nido d'uccello).
Quest’orchidea, che vive nei boschi ombrosi, soprattutto nelle faggete, è totalmente priva di clorofilla, ed è di un colore bruno-giallastro. Non è quindi in grado di svolgere la fotosintesi clorofilliana, vive in simbiosi con un fungo micorrizico, attraverso un legame tra ife del fungo e radici della pianta.
Anche questa orchidea può essere impollinata ad opera di insetti, ma talvolta può ricorrere all’autofecondazione.

L’orchidea nido d’uccello.
Queste due orchidee non possono essere considerate parassite, perché non ci sono prove che provochino un danno al fungo da cui traggono le sostanze nutritive; non sono neanche considerate autotrofe perché non producono le sostanze di cui hanno bisogno attraverso la fotosintesi clorofilliana. In questo caso si parla di MICOETEROTROFIA in quanto le sostanze nutritive sono “prese” da un altro organismo, da un fungo.
Nella prossima puntata vi parleremo di veri PARASSITI!
Continuate a seguirci!


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